Il vino da investimento può dare ottimi riscontri anche e soprattutto in periodi di crisi. Ma quali sono le domande più frequenti su questo argomento?

Riassumo qui le 10 risposte che molte persone che vogliono avvicinarsi al mondo dei vini pregiati mi sottopongono più frequentemente.

1 – Quali sono i vini da investimento?

Si definiscono vini da investimento quelle etichette pregiate che sono potenzialmente suscettibili di una rivalutazione nel corso degli anni, permettendo al proprietario di ottenere un guadagno nel momento della rivendita.

Potenzialmente possono essere molti, molto dipende anche dalla rete di rivendita, ma nella realtà dei fatti non sono tantissimi. Si parla del 1-2% del vino prodotto nel mondo.

2 – Perché dovrei decidere di investire proprio nei vini pregiati?

Perché si tratta di un settore con diversi punti di forza, in primis perché ha sempre avuto un andamento economico ideale come asset difensivo.

Rappresenta un’ottima diversificazione di portafoglio e ha un aspetto emozionale che non è trascurabile, i vini pregiati sono terribilmente “fighi”.

Da ultimo, l’eventuale guadagno non viene tassato, non essendo applicabile la tassazione sul capital gain. Non è cosa da poco.

3 – Con quale cifra bisogna iniziare per acquistare vini pregiati?

Non esiste una cifra ideale. Il mio consiglio è quello di iniziare con una cifra che per le proprie possibilità è bassa. Questo servirà per capire i meccanismi e avvicinarsi a questo mondo.

La regola fondamentale è investire denaro che non sia importante, il cosiddetto denaro per lo “Champagne”, ossia una cifra che non serva per attività o esigenze più importanti nella vita.

Bisogna tenere presente che una cifra più cospicua permetterà una maggiore diversificazione di etichette nel portafoglio e questo permetterà di abbassare il rischio.

Si può partire anche solo con qualche cartone di vino ( 500€, 1000€ o 1500€).

4 – Quanto tempo bisogna conservare i vini prima della rivendita?

Anche a questa domanda non corrisponde una risposta univoca. Dipende dai vini e dipende dagli obiettivi, ma certamente si può affermare che l’investimento in vini pregiati deve avere un orizzonte temporale lungo, minimo cinque anni.

5 – Quale potrebbe essere un ritorno realistico sull’investimento in vino?

Quasi impossibile dare una risposta, ma mediamente sui 5-7 anni si può affermare che un rendimento del 5% annuo è realistico. Spesso di più, a volte meno.

6 – È vero che l’investimento in vino è sicuro al 100%?

Molti operatori dichiarano questo ma non è vero. L’investimento in vino è al pari di altri tipi di investimento soggetto a rischi di mercato, salite e discese ci sono anche nei prezzi dei vini pregiati.

La differenza rispetto a molti altri prodotti è che queste salite e discese sono molto più lente.

7 – È vero che  l’acquisto di vini pregiati non è tassato?

No, quello che non viene tassato è l’eventuale margine di guadagno fra il prezzo di acquisto e quello di rivendita essendo che la tassazione sul capital gain non è applicabile in quanto il vino è per legge un bene deteriorabile.

La compravendita continua di vini potrebbe essere considerata “attività commerciale” quindi per una operativa “professionale” bisogna consultare il proprio fiscalista.

8 – Qual é il rischio più grosso che corro o il punto debole dell’investimento in vini pregiati?

Al netto di rischi generici come affidarsi ad operatori non professionali, il rischio che ancora c’è è la cosiddetta illiquidità, ossia il rischio al momento della rivendita di non avere facilità nel piazzare quel particolare tipo di vino.

È un rischio che sta diminuendo sempre più, e che in futuro sarà ancora più basso perché il numero di etichette di vino tradato continua ad aumentare e le piattaforme dove rivendere aumenteranno sempre di più oltre ai canali tradizionali (wine-merchants, case di aste, mercatini amatoriali).

9 – Sulle bottiglie che acquisto devo pagare l’iva?

Se ci si fa spedire le bottiglie in Italia a casa propria o se le si tiene stoccate presso il nostro magazzino di Torino si paga l’iva del 22%.

È possibile però stoccare le bottiglie in porto franco a Londra, questo permette la non applicazione dell’Iva anche se i costi di stoccaggio e le limitazioni burocratiche stanno incidendo fortemente in questa scelta, tanto che diventa al momento preferibile solo per ammontare importanti non inferiori ai 20K al momento.

Stiamo lavorando con la logistica inglese e con i nostri consulenti per rendere nuovamente questa possibilità fruibile per cifre minori.

10 – Dove posso trovare i prezzi dei vini? Quali sono le fonti più autorevoli e come posso monitorare il mio portafoglio?

Al momento le banche dati che sono fruibili sui prezzi sono da una parte Wine Searcher, utilizzando come riferimento il prezzo minimo e in alcuni casi quello medio e Liv-Ex (fruibile solo per operatori) dove si può guardare il market price di un vino.

Questi dati non sono sufficienti e vanno elaboratori e razionalizzati con scambi reali e algoritmi avanzati.

La nostra piattaforma investireinvino permette tramite abbonamento mensile l’accesso al servizio winevalue

Tale servizio permette di avere un valore più affidabile di queste sole banche dati prese separatamente e inoltre permette l’inserimento dell proprie bottiglie in portafoglio monitorando nel consesso del tempo l’evoluzione dei prezzi, eventuali rialzi o ribassi.

Se hai ancora dubbi dopo questo articolo contattaci e cercheremo di aiutarti.