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Power 100 2022 analisi del mercato

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Il Liv-Ex Power 100, prodotto in collaborazione con The Drinks Business Magazine, è la lista annuale dei vini più forti nel mercato del vino pregiato dell’anno passato. Power 100 del 2022 analisi dei vini.

Viene appunto preparata da Liv-Ex e rispecchia l’andamento del mercato globale sulla famosa piattaforma inglese.

Il Power 100 è un’istantanea del panorama in continua evoluzione del mercato secondario e l’elenco di quest’anno ha catturato la Borgogna al culmine della sua ultima salita.

Per la prima volta in assoluto, nessun vino di Bordeaux figura tra i primi 10. Le prime posizioni quest’anno sono state totalmente usurpate da Borgogna e Champagne.

I punti salienti che vengono fuori dall’analisi di quest’anno sono i seguenti:

  • La Borgogna regna sovrana nel Power 100 di quest’anno, con lo slancio rialzista dell’anno scorso che si è esteso a quest’anno e si riflette in un continuo ampliamento dei vini scambiati e aumenti dei prezzi.
  • La stella dello Champagne ha continuato a crescere, con qualità e valore come fattori chiave.
  • Per la prima volta in assoluto non ci sono etichette bordolesi nella top 10
  • L’impennata italiana si è  attenuata, ma Tignanello ha messo a segno una prestazione stellare.
  • Tutti i marchi nella top 100 sono aumentati di prezzo in quello che è stato un ambiente commerciale rovente.

Sia la classifica 2020 che quella 2021 hanno evidenziato un trend importante nel mercato secondario; maggiore diversità e il continuo allontanamento da Bordeaux.

Al contrario, il Power 100 di quest’anno è più concentrato. Una regione in particolare domina la classifica: la Borgogna.

Sovralimentato dalla fiducia del mercato, dal denaro contante e dall’anticipazione di una piccola uscita nel 2021, lo slancio della Borgogna si stava già accumulando nel Power 100 dello scorso anno con grandi performance di prezzo e un aumento del numero di vini classificati tra i primi 100.

Quest’anno, la Borgogna ha aggiunto sei vini in più in classifica, per un totale di 39; il suo numero totale più alto di sempre e il numero più alto dall’ultima ondata di Borgogna nel 2019.

LivEx Power 100 per regione investireinvino

Anche lo champagne ha visto il suo slancio del 2021 estendersi al 2022, poiché i collezionisti hanno cercato valore e diversità di portafoglio. Insieme, Borgogna e Champagne hanno sottratto il 9,0% della quota di mercato totale ad altre regioni nel corso dell’anno, in gran parte a spese di Bordeaux e dell’Italia.

 

Vediamo alcune classifiche interessanti.

La prima è la classifica dei primi 10 produttori per performance ossia incremento di valore.

Sette sono di Borgogna e 3 di Champagne.

LivEx Power 100 top 10 vini investireinvino

Il domaine Arnoux Lachaux da quando madame Leroy ci ha messo lo zampino è diventato oro.

Giusto per farsi un’idea, un Saint Vivant 2019 di questo domaine vale secondo il WineValue oltre 5500€ oppure il Nuits St georges 1er Cru Clos des Corvees Pagets 2018 oltre 1300€. Insomma prezzi folli!

 

Wine Value Romanee Saint Vivant 2019 Domaine Arnoux Lachaux

 

Wine Value Nuits Saint Georges 1er Clos des Corvees Pagets 2018 Domaine Arnoux Lachaux

 

Anche il grande domaine sempre di Leroy D’Auveanay è salito oltre il 100% di valore, o pensate anche solo alla salite infinita di Selosse che sembra non fermarsi più.

Interessante la forte salita di Pierre Yves Colin Morey.

Altra classifica curiosa è quella dei 10 produttori il cui valore medio per cassa da 12 è più alto.

In primo posto troviamo il Domaine de La Romanee Conti, e al secondo posto distanziato di nulla il domaine d’Auvenay.

Seguono Petrus, Screaming Eagle, Roumier, Rousseau, Rayas, le Pin, Harlane Estate e Salon.

Champagne è stato  una forza costruttiva nel mercato secondario che ha davvero iniziato a sfondare; accumulando alti livelli di scambi, mostrando forti performance di prezzo e con un numero crescente di marchi che si qualificano per l’inclusione, anche se

non sono ancora riusciti a raggiungere la vetta.

Il marchio di spicco è stato il Cristal di Louis Roederer, uno dei tre champagne nella top 10. È stato il vino più scambiato per volume e il terzo più scambiato per valore nell’ultimo Power 100 anno.

Dom Pérignon potrebbe avere un andamento dei prezzi più forte e Krug potrebbe avere un prezzo commerciale medio più alto ma misurato dai suoi livelli di scambio, Cristal è diventato l’alfiere della spinta del mercato secondario dello Champagne.

Basti guardare la scheda di Cristal 2008 del WineValue per rendersi conto della salita.

Wine Value Cristal 2008

Un altro gruppo di marchi che vale la pena tenere d’occhio man mano che la categoria si evolve sono alcune delle etichette dei recoltant come Jacques Selosse.

Selosse (che è entrata nella Power 100 l’anno scorso) è balzato di 25 posizioni all’11° quest’anno, a causa della forte performance dei prezzi e di un prezzo medio di scambio elevato. Egly-Ouriet è un’altra casa più piccola che è entrata nella top 100 quest’anno, rispetto alla 260esima dell’anno scorso.

E infine, anche se non sono riusciti a entrare nella top 100, il secondo e il terzo miglior marchio per rapporto qualità prezzo, dietro solo ad Arnoux-Lachaux, sono stati entrambi Champagne, Ulysse Collin e Jérôme Prévost.

Veniamo alle note più difficili come ad esempio Bordeaux.

Anche qui troviamo dati interessanti.

Château Figeac ha avuto la migliore performance di prezzo tra i marchi di Bordeaux nella top 100 (24,2%)

Le Pin ha avuto la maggiore ascesa nella top 100, guadagnando 94 posizioni.

Château Lafite Rothschild è stato il secondo vino scambiato complessivamente per valore.

Semplificando rispetto all’andamento dei prezzi di altre regioni,  Bordeaux sembra più debole nonostante le sue prestazioni siano superiori alle prestazioni medie viste nelle classifiche Power 100 pre-pandemia.

Veniamo ora ad un’altra classifica molto curiosa, ossia quella dei maggiori balzi in avanti in classifica.

Questa classifica ci interessa perché vede due produttori italiani fare un bel salto. Quintarelli scala oltre 98 posizioni posizionandosi adesso in 84esima posizione dalla precedente 182esima e Poggio Di Sotto ne scala 71 posizionandosi in 96esima posizione rispetto alla 167esima dello scorso anno.

Vince questa speciale classifica Pierre Girardin con una salita di 244 posizioni rispetto al 2021 e posizionandosi al 53esimo posto. Ne sentiremo parlare ancora.

LivEx Power 100 vini cresciuti di più investireinvino

Ma veniamo ora ai vini italiani.

Tignanello è salito di 16 posizioni fino alla 49esima ° grazie a una combinazione di scambi elevati in volume (settimo in assoluto) e quindi di un valore commerciale totale elevato.

Aiuta anche il fatto che sia il vino italiano più economico tra i primi 100.

Abbiamo già detto delle ottime salite Quintarelli Giuseppe e Poggio di Sotto.0

Il Sassicaia è il primo vino italiano per valore e volume.

In generale però i vini italiani hanno subito una discesa nella classifica dei top 100 come Burlotto ad esempio che perde 31 posizioni e si trova ora alla 57esima, o Giuseppe Rinaldi che ne perde 25 e si trova alla 85esima, anche Gaja perde 19 posizioni restando comunque alto in 38esima.

Piccoli dati finali su California e Rodano.

Realm Cellars ha avuto il più alto aumento nella top 100 (106 posizioni)

Guigal è stato il terzo marchio con il punteggio più alto in assoluto per volume scambiato

Tra i marchi californiani e del Rodano nella top 100, Château Rayas ha avuto il miglior rapporto prezzo/prestazioni (44,0%)

 

CONCLUSIONE SUL MERCATO

Il Power 100 è un’istantanea del panorama in continua evoluzione del mercato secondario.

L’elenco di quest’anno ha visto al vertice la Borgogna al culmine della sua ultima salita.

Eppure, già la direzione del mercato nel 2022 suggerisce che il cambiamento è in arrivo. Proprio come abbiamo visto nel 2019, l’ultima ondata della Borgogna potrebbe essere vertiginosa, ma potrebbe essere rapidamente ostacolata da una mancanza di

offerta e da una crescente riluttanza a pagare prezzi così alti per manciate di bottiglie. Più in alto vola, più rarefatta è l’aria e meno acquirenti ci sono.

Inoltre, con l’avanzare del 2022, la performance mensile dell’indice Burgundy 150 è scesa. È andato piatto a giugno e agosto, è salito dell’1,8% a settembre e dello 0,7% a ottobre: in ciascuno di questi ultimi due mesi ha registrato i suoi guadagni mensili più bassi dall’agosto 2021.

Il chiaro slancio è ora con lo Champagne. Cristal e Dom Pérignon sono stati in prima linea nel commercio durante tutto l’anno. Lo Champagne 50 è l’indice Liv-ex Fine Wine 1000 con le migliori prestazioni su un anno e si sta rapidamente avvicinando al Burgundy 150 come il migliore da inizio anno.

In verità, il mercato si è mosso in una direzione positiva. Come accennato in precedenza, tutti i marchi nella top 100 hanno visto aumentare i loro prezzi.

Ma i venti contrari del mercato sono forti e ulteriori aumenti dei prezzi potrebbero non essere così facili da ottenere. Dopo alcuni anni record di espansione del mercato, il tasso di crescita, misurato dal numero di vini scambiati e qualificati per il Power 100, quest’anno non è stato eccezionale come lo scorso anno.

Nel complesso, il mercato continua a portare nuovi vini da tutto il mondo – Kumeu River dalla Nuova Zelanda, Chacra dall’Argentina e lo spagnolo Telmo Rodriguez sono stati tra i nuovi qualificati quest’anno – e il mercato rimane più ampio ed equilibrato di quanto non fosse un decennio fa.

Tuttavia, in attesa del Power 100 del prossimo anno, è difficile scrollarsi di dosso la sensazione che le cose sembreranno di nuovo molto diverse. Il mondo del vino è  molto dinamico.

*articolo e grafici presi dall’articolo originale comparso su Liv-Ex e sul WineValue.

 

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