Cari appassionati vi metto qui un articolo e una mia riflessione sul futuro dei prossimi mesi, prendendo spunto da un articolo appena pubblicato su Live EX dove si analizzano dati di vendite e la segmentazione del mercato del vino durante il periodo Covid-19 e lockdown.
Le attuali tendenze del mercato del vino pregiato durante la crisi di Covid-19 sono in gran parte una continuazione del recente passato. Liv-ex ha esaminato l’attuale situazione di mercato e cosa sta cambiando a livello di provenienza dei vini più scambiati.
All’interno del mercato vitivinicolo globale la quota dei vini di Bordeaux è in costante calo dopo aver raggiunto il picco del 96% nel 2010, al culmine del boom guidato dalla Cina.
Da allora si è dimezzato, finora nel 2020 si attesta solo al 48%.
La Borgogna e i suoi vini sono stati a lungo il principale beneficiario del declino di Bordeaux. La regione ha registrato una quota record di scambi l’anno scorso, raggiungendo una media annuale del 20%.
Nel 2020 finora siamo attorno al 15%.
Champagne e vino italiano hanno attirato una crescente attenzione negli ultimi anni. Queste due  regioni rappresentavano ciascuna il 9% degli scambi in valore nel 2019, avendo in particolare beneficiato dell’esclusione dalle tariffe statunitensi del 25%. Solo sei anni fa si attestavano rispettivamente al 2% e al 3%.
Un’altra tendenza sorprendente è stata l’ascesa della categoria “Resto del Mondo”. Finora quest’anno, la sua quota commerciale in valore è pari al 10%, in media dal 5% nel 2019 e 2% sei anni fa. La salita è stato guidata da Stati Uniti (5,2%), Spagna (1,3%), Australia (1,2%) e Germania (1,1%).
Il grafico 1 ci mostra (dati live ex) il trend annuale delle varie regioni del mondo all’interno del mercato del vino dal 2005 al 2019, mentre in modo incredibilmente interessante il grafico 2 ci mostra come durante questo 2020 stanno completamente cambiando le cose.
Ad aprile, la percentuale dei vini “diversi” scambiati era superiore del 30% rispetto all’inizio dell’anno.
Mentre il mercato vitivinicolo ha continuato ad espandersi, Bordeaux ha toccato un minimo mensile del 41%. Anche la Borgogna è scesa al 9,3%; un’ulteriore prova del fatto che gli acquirenti hanno allargato gli orizzonti oltre queste due regioni di alto valore.
L’Italia è stata la protagonista, raggiungendo il record del 22,5% il mese scorso, in parte guidato dall’esenzione dalle tariffe commerciali statunitensi e dalle ben accolte campagne del Brunello di Montalcino 2015 e del Barolo 2016. In salita anche il Rodano con il 5,2%.
Questo ci da una conferma di come anche il modo di sperare di investireinvino.it con i suoi pacchetti sia nella direzione giusta con poco o quasi nullo Bordeaux, ancora tanta Borgogna e una presenza massiccia di vini Italiani.
Vedremo nella seconda parte del 2020 come evolveranno le cose.

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