Il mercato dei vini da investimento (Fine Wine) sta attraversando un momento storico di svolta. Per chi analizza i trend storici degli asset alternativi, la dinamica attuale non è una sorpresa, ma una finestra d’opportunità strategica. Almeno questo secondo gli ultimi dati dei grandi merchants internazionali.
Dopo la straordinaria cavalcata durata fino al 2021/2022 — che ha visto i principali indici di mercato toccare massimi storici spinti da tassi azzerati e forte liquidità globale —, il settore ha attraversato una fisiologica fase di ritracciamento e consolidamento con perdite anche molto importanti.
Oggi la tempesta perfetta della correzione sembra affievolirsi sempre più lasciando spazio ad una situazione di stabilità come mostra il grafico dell’indice fine wine 100 di Liv Ex. Il mercato ha trovato una base solida e si sta rimettendo in moto, creando le premesse perfette per posizionarsi sui grandi nomi a prezzi estremamente competitivi.

La parabola dei prezzi: dai picchi del 2021 al “Reset” di mercato
Tra il 2018 e la fine del 2022, il mercato globale dei vini pregiati ha registrato performance record. Regioni come la Borgogna e lo Champagne hanno guidato una bolla di valutazioni sostenuta da una domanda eccezionale (soprattutto asiatica)
Tuttavia, l’aumento dei tassi d’interesse mondiali e il generale raffreddamento della spesa speculative-driven hanno innescato, dal 2023, una correzione dei listini molto marcata.
I dati Liv-ex (il benchmark mondiale del Fine Wine) mostrano che la correzione ha riallineato le valutazioni ai valori reali di fondamentali e rarità.
Che cosa è successo durante questa fase?
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Eliminazione dello speculativo: La speculazione di breve termine è uscito dal mercato, lasciando spazio ai collezionisti e agli investitori istituzionali.
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Riassestamento dei margini: I prezzi di molte etichette di culto sono scesi di un dai picchi, tornando a livelli d’acquisto sostenibili e storicamente remunerativi.
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Mantenimento dei consumi: a livello medio basso i consumi sembrano essere diminuiti mentre Le grandi bottiglie continuano a essere stappate con una certa costanza.
Perché rientrare adesso? I segnali di ripartenza e la resilienza dell’Italia
Come insegna la finanza dei mercati fisici, il momento migliore per acquistare un asset raro non è quando si trova ai massimi, ma quando riparte dopo aver toccato il fondo.
Certo non è facile sapere quando si è ai massimi o quando si è ai minimi ma i segnali di avere raggiunto un punto basso interamente ci sono tutti.
Pensare ad un momento più interessante di questo negli ultimi 10 anni per entrare nel mondo dei vini pregiati è difficile.
Le rilevazioni Liv-ex registrano un’evidente stabilizzazione degli indici generali e una costante ripresa dell’attività di scambio guidata dai compratori (buyer-led market). In questo scenario, l’Italia — e in particolare il Piemonte con i suoi Barolo iconici — dimostra una forza relativa unica.
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