Come sta andando il mercato dei vini da investimento a Honk Kong?

Diciamo subito che il trend è MOLTO POSITIVO.

Da sempre Honk Kong è fondamentale per gli scambi di vini pregati in Asia. Molti dei vini che transitano a Honk Kong poi finiscono in Cina continentale, mentre un’altra parte viene consumata internamente. Si tratta da sempre di uno dei mercati più sviluppati e avanzati nel mondo.

Prima le frizioni con la Cina che hanno portato proteste anche gravi e violente per le stradi e poi la situazione covid hanno ridotto drasticamente i volumi .

Basta pensare che nel 2020 c’erano a Honk Kong solo 3,6 milioni di turisti contro i 65 milioni del 2018.

Per fortuna Honk Kong si è risollevata e in questo momento risulta nuovamente essere in crescita.

Noi in Grandi Bottiglie ci stiamo rendendo conto di un nuovo interesse negli scambi e soprattutto nei vini italiani.

Da Settembre le richieste sui vini Piemontesi sono aumentati, a Honk Kong non ricercano solo più suipertuscans ,ma anche ai migliori vini piemontesi.

Inizia a esserci interesse anche nei confronti dei vini derivanti da vitigni autoctoni, in primis ad esempio i vini dell’Etna.

Per citare un produttore , i vini dell’Etna di Cornelissen sono molto richiesti sul mercato di Honk Kong.

Ovviamente Bordeaux e Borgogna fanno sempre volumi importanti anche se i prezzi sono continuamente in ascesa, specie per quanto riguarda i vini della Borgogna.

Con la ripresa delle fiere e una rinnovata voglia di “vivere” il vino da parte di tanti giovani competenti lo sguardo verso il 2022 è molto positivo.